7° di Wealsun, primo Winday (Freeday)

La tana di Leerko

E’ incredibile come sia organizzata una tribù kobolda, a dispetto di quello che anche un esploratore esperto può pensare.

La tana di questa tribù non era certo diversa. Dopo la tediosa e umiliante prigionia, i due vengono trascinati, senza troppe cerimonie, lungo gli angusti condotti scavati dagli abili minatori, fino ad un’ampio spazio, apparentemente adibito a cerimonie. Là, distesi sul pavimento, osservano impotenti, le centinaia di minute figure, distribuite per tutta la caverna, che osservano in silenzio, il centro di questa parodia di palcoscenico. Accanto a loro, una figura decisamente più alta di tutti tra il suo clan, alza le braccia e come un piccolo drago, soffia suoni che si articolano in una lingua all’insieme sibilante e tagliente, che risuona di antichità e potenza. Le sue parole sono ascoltate da chi può capirle. Le scaglie rosse sulle sue braccia, scoperte dell’armatura di piastre e osso, scintillano alla luce delle tante torce che illuminano la sala, permettendo anche a chi-non-vede di ammirare i dipinti rupestri che narrano della gloriosa storia dei Koboldi.

Poi rivolto ai due prigionieri, legati saldamente:

“Cosa fate qua, figli degli aerdy?”

“Chiediamo passaggio e se non ci lascierete andare, altri verranno in cerca di noi e allora sarà guerra”

“Noi non vogliamo una guerra con i pelleliscia, voi aiuterete noi e noi aiuteremo voi…. Dove andate?”

“Ad ovest verso il mare…”

“C’è un demone nero che ci combatte. Un demone nero che uccide noi draghi, voi portatemi la sua testa e io vi indicherò la strada per il mare.”

“Demone? Se si tratta di uccidere demoni, lo farò…” risponde il cavaliere che sembra essersi ripreso completamente dal veleno paralizzante. I suoi muscoli si flettono sotto la maglia di ferro mentre vengono slegati.

Si vedono chiaramente ora, le due protuberanze, forse due abbozzi d’ali, sul dorso del capotribù mentre si gira a tradurre alla sua gente.

“Il mio nome è Leerko, figlio dei rossi, onorate la vostra parola e manterrò la mia”

Un boato d’esultanza immerge la sala, mentre nuovamente traduce ai suoi figli….

Pubblicato on 22 dicembre 2009 at 5:02 pm  Lascia un commento  

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